Attività di storico dell'arte


Mario Caddeo ha scritto e pubblicato su diverse riviste d'arte e cultura considerazioni critiche sull'operato di celebrati Grandi Maestri, tanto per intendersi, quali Matisse, Picasso, De Chirico, Capogrossi, Fontana, Guttuso e Maccari, cui possono aggiungersi expertises e varie recensioni dedicate ad artisti di fama acclarata, come L. Carpette, T. Festa e J. Yamada, nonchè di artisti notevoli, ovvero emergenti, del valore di V. Ancona, B. Caporicci, M. Damasi, C. Dardari, G. B. Gallus, B. Quinto, Orlando Serpietri, ecc. Recalcitrante a mercificare le proprie opere, dalle quali soffre a distaccarsi, quasi fossero parte di sè, poco propenso ad alcun feeling di sudditanza a mecenati e sponsors, accantonando molteplici sogni nel cassetto ed andando alla ricerca di concretezza, di sicurezza e di stabilità economica, anche perchè...ars et "carmina non dant panem", egli è approdato nel 1983, a seguito di concorso pubblico, nell'apparato statale, laddove ha intrapreso nuovi cimenti, scalando varie posizioni gerarchiche, in qualità di funzionario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con la qualifica iniziale di disegnatore, fino a quella di storico dell'arte direttore coordinatore, esplicando le proprie mansioni istituzionali dapprima alla Soprintendenza Archeologica di Cagliari e di Oristano, quindi alla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio di Roma e del Lazio, nonchè alla Soprintendenza per i Beni Artistici ed Etnoantropologici di Roma e del Lazio ed, infine, alla Soprintendenza per le Belle Arti ed il Paesaggio del Lazio, con sede in Roma a Palazzo Venezia, da qui collocato in quiescenza per raggiunti limiti anagrafici nel 2015. Nel corso della sua ultra trentennale attività istituzionale nel Mi.B.A.C.T., pertanto, in ambito sia regionale che su tutto il territorio nazionale, ha fattivamente collaborato con varie Procure della Repubblica, Comandi dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Commissariati di Polizia, particolarmente col Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, con l'Ufficio Esportazione di Roma, l'Ufficio Dogana dell'Aeroporto di Ciampino, Musei Civici e Diocesani del Lazio, ecc. Nell'ambito delle sue prerogative di funzionario storico dell'arte, valendosi dell'opera dei più celebri operatori del settore, quali Claudio Carbonaro, Pietro Della Nave, Simona Magrelli, Rossano Pizzinelli, Cesare Poderosi, Ilhir Shaolli, Tiziana Sorgoni, Federica Tartarini ed altri tra i migliori, si è invero distinto nella direzione dei lavori di restauro di molteplici beni culturali, tra cui è imprescindibile citare: il dipinto "l'Annunciazione" di Cavedon e la statua lignea policroma della "Madonna di Trapani" ad Aprilia; gli arredi sacri del Manzù ed il Crocifisso ligneo policromo della Chiesa di S. Pietro ad Ardea; gli affreschi di S. Sebastiano presso l'omonima Chiesa di Cerreto Laziale; la messa in sicurezza per l'anastilosi del Portale barocco del Rainaldi ed il dipinto murale della "Mater Dei" a Ciampino; i dipinti su legno e su tela, nonchè le statue del manichino della Madonna e di S. Rocco presso la Chiesa di S. Maria Maggiore a Lanuvio; i dipinti murali del Castello Colonna, del Santuario della Madonna del Buon Consiglio e delle Chiese di S. Nicola, di S. Giovanni Battista e di S. Pio a Genazzano;le carrozze della dismessa storica funicolare di Rocca di Papa;i dipinti murali del Santuario della Madonna del Ruscello e della Chiesa dell'Oratorio a Vallerano; i dipinti murali della Chiesa di S. Maria della Presentazione ed i dipinti su tela dei notabili del Castello Ruspoli a Vignanello; gli organi antichi di varie chiese del territorio laziale, in collaborazione coi Maestri Luigi Celeghin, Francesco Cera, Quintilio Palozzi, ecc.

Ma il suo fiore all'occhiello attiene alle ricerche ed agli studi, esperiti in collaborazione con il famoso antiquario Mario Prili e lo storiografo Piero Scatizzi, incentrati sulle ultime opere di Michelangelo Merisi, detto il "Caravaggio", prodotte nel breve arco temporale della sua rocambolesca fuga da Roma a Napoli, Palermo e Malta, fino all'epilogo di Porto Ercole,attraverso i feudi dei Colonna, suoi protettori,in particolare per quanto concerne l'inedito ed incompiuto dipinto su tela "S. Gerolamo col teschio", suo tema ricorrente, riferentesi al contesto del Castello di Genazzano, documentato anche attraverso carteggi del '600 -'700,che nel 2014 ha donato all'Archivio Storico della Biblioteca Comunale, così come l'incisione dell'immagine originale della Madonna del Buon Consiglio ed una rara pubblicazione sacra dell'800, parimenti donate all'Archivio Storico del Convento Agostiniano.

Neosintetismo


"Dalla formulazione del Manifesto dell '"Organicismo", risalente al 1975, da cui prende l'abbrivo l'omonimo Movimento, che in qualche modo rimette in discussione l'evoluzione dell'arte moderna, infine Mario Caddeo articola, nel 2000, la matrice con cui concretizza un risultato soprattutto di sintesi materica pittorico-scultorea, quindi sublimato e ribattezzato "NeoSintetismo", per l'appunto correlato ad una propria sintesi formale e sostanziale dell'arte, beninteso, prendendo le distanze dalla corrente pittorica francese (synthétisme), facente capo a P. Gauguin, che in antitesi all’analisi visiva impressionista, ricercò la sintesi formale di un soggetto, elaborandone il ricordo, o la visione interiore, per confluire poi dall'espressionismo al simbolismo."

Evanescenze di folletti
1 – “Evanescenze di folletti” –Tecnica mista su compensato – cm. (30 x30) – 2015
Il dono della vita M. Caddeo T.M. su masonite(64,8 x 34,8) cm. 2015
2 – “L’albero della vita” – Tecnica mista su masonite – cm.(65x35) – 2015
Cupole di Roma
3 – “Roma moderna” – Tecnica mista su faesite – cm. (25 x35) – 2017
 
Pittore a Roma

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Mario Caddeo

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