Gallerie di referenza

Recensioni

  • Piera De Marzi, 1987
    L'opera di Mario Caddeo risentiva, appena qualche anno fa, di sorprendenti richiami ai principali movimenti storici dell'arte moderna, puntualmente rivisitati. Una siffatta interazione paradossale è legittimata grazie al ricorso, più evidente nella grafica, al cemento del suo organicismo. In questo modo dinamizza le sue composizioni esplose e fluttuanti, pur sempre identificabili figurativamente nella loro irrinunciabile astrazione, nonostante l'oggettualizzante frattura della cornice e l'interruzione del supporto, onde dialogare con l'immediato intorno esteriore. Detta operazione tecnica ed estetica si legge in chiave di trama fittizia, d'imbastitura insieme accessoria e complementare rispetto al sostanziale contesto che focalizza evitando il rischio latente di prevaricarlo
    Piera De Marzi, 1987
  • Emanuela Moro, 1986
    Partendo da esiti d'incancellabile estrazione figurativa, l'opera di Mario Caddeo tende al superamento dei limiti della concretezza realistica per sconfinare, con audacia e fantasia, in libere associazioni di elementi chiave ed insieme astratti, assumendo così risultati riconducibili alle dirompenti problematiche del nostro tempo. Il suo temperamento, tendenzialmente drammatico per intima esigenza di lirismo ed armonia, trova un naturale veicolo espressivo in queste immagini che mettono sotto accusa le aberrazioni della società contemporanea e sottopongono ad una critica serrata situazioni di violenza e stravolgimento cui l'uomo costringe il suo ambiente e persino se stesso, senza alcuna coscienza delle minacce che rischiano di soffocare ogni forma di dignità umana
    Emanuela Moro, 1986
  • Brunetto Fantauzzi, 1979
    Il processo formale attraverso il quale si estrinseca la struttura compositiva delle opere di Mario Caddeo trae origine da un'elaborata formulazione segnica e cromatica ricca di accenti lirici, meramente emblematica ed evocativa, non sempre traducibile in immagini percettivamente definibili. Tale strutturazione del suo dipingere evidenzia il paradossale dilemma che vede il Caddeo combattuto tra neorealismo ed astrattismo, sferzato da un linguaggio estetico talvolta esasperato, soltanto apparentemente ambiguo e contraddittorio, nonchè pervaso dalla poliedrica ricerca di autenticità in valori trascendenti la nevroticità dell'esistenza.
    Brunetto Fantauzzi, 1979
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