Recensioni

1

Il processo formale attraverso il quale si estrinseca la struttura compositiva delle opere di Mario Caddeo trae origine da un'elaborata formulazione segnica e cromatica ricca di accenti lirici, meramente emblematica ed evocativa, non sempre traducibile in immagini percettivamente definibili. Tale strutturazione del suo dipingere evidenzia il paradossale dilemma che vede il Caddeo combattuto tra neorealismo ed astrattismo, sferzato da un linguaggio estetico talvolta esasperato, soltanto apparentemente ambiguo e contraddittorio, nonchè pervaso dalla poliedrica ricerca di autenticità in valori trascendenti la nevroticità dell'esistenza.


Brunetto Fantauzzi, 1979

2
Partendo da esiti d'incancellabile estrazione figurativa, l'opera di Mario Caddeo tende al superamento dei limiti della concretezza realistica per sconfinare, con audacia e fantasia, in libere associazioni di elementi chiave ed insieme astratti, assumendo così risultati riconducibili alle dirompenti problematiche del nostro tempo. Il suo temperamento, tendenzialmente drammatico per intima esigenza di lirismo ed armonia, trova un naturale veicolo espressivo in queste immagini che mettono sotto accusa le aberrazioni della società contemporanea e sottopongono ad una critica serrata situazioni di violenza e stravolgimento cui l'uomo costringe il suo ambiente e persino se stesso, senza alcuna coscienza delle minacce che rischiano di soffocare ogni forma di dignità umana.
Emanuela Moro, 1986

3
L'opera di Mario Caddeo risentiva, appena qualche anno fa, di sorprendenti richiami ai principali movimenti storici dell'arte moderna, puntualmente rivisitati. Una siffatta interazione paradossale è legittimata grazie al ricorso, più evidente nella grafica, al cemento del suo organicismo. In questo modo dinamizza le sue composizioni esplose e fluttuanti, pur sempre identificabili figurativamente nella loro irrinunciabile astrazione, nonostante l'oggettualizzante frattura della cornice e l'interruzione del supporto, onde dialogare con l'immediato intorno esteriore. Detta operazione tecnica ed estetica si legge in chiave di trama fittizia, d'imbastitura insieme accessoria e complementare rispetto al sostanziale contesto che focalizza evitando il rischio latente di prevaricarlo.
Piera De Marzi, 1987

4
Caddeo media l'intervento intrinseco, avente matrice di genere più o meno larvatamente figurativo con una sorta di mera operazione estetica di espansione spaziale i cui riferimenti non sono sempre facilmente intelleggibili. Dimodochè, così come l'opera invade lo spazio, attraverso la frammentazione del suo intorno, consente e reclama parimenti che il circostante, come un'inarrestabile marea, compenetri l'opera, senza soluzione di continuità del travaso.
Lodovico Ferrari, 1990

5
E' interessante seguire il percorso artistico di Mario Caddeo e di come abbia sapientemente e coerentemente trasfigurato la realtà per arrivare all'astrattismo attraverso la stesura di un linguaggio personale, con 10 opere che mi piace prendere in considerazione da uno dei suoi cataloghi, a partire proprio dalla "Ricerca di autenticità" (un corpo femminile fluttuante in un'astrazione geometrica) per continuare con altri di simile matrice. In queste dieci opere, a mio avviso, si snoda il percorso artistico di Mario Caddeo che, come gran parte degli artisti del Novecento (Afro, Tancredi, Fontana, Capogrossi, tanto per citarne alcuni), è passato gradatamente dal figurativo all'astratto lasciando un'impronta personale indelebile. L'impronta principale di Mario Caddeo, il suo fiore all'occhiello, è quel rosa ora chiaro ora più acceso, un rosa che prende le sembianze della carne, del sangue o del fuoco (lo definirei "Rosa Caddeo") che ha la facoltà di acquisire diverse tonalità in relazione alle differenti circostanze ed esigenze. E' proprio questa la peculiarità della sua pittura che segue un percorso basato sull'autonomia del colore.
Eraldo Di Vita, 2005

6
In Caddeo s'intravvede una gestualità sintetica, dai risvolti intuitivi e sfocianti in una vibrante creatività, che ascolta i suggerimenti della sua psiche, totalmente coinvolta dal sentimento, un colore distribuito con energia e potenza descrittiva, che risponde coerentemente alle sintonie della sua anima, volutamente evocata dalla sua toccante vena artistica, una evoluzione cromatica del suo sentimento pittorico, che rivaluta la dimensione della figura, reinventandola attraverso le sue formule descrittive. I colori sono forti, intensi nelle sfumature, con gradevoli accostamenti, in grado di sottolineare la percezione dell'infinito mistero della sua creatività.
Mariarosaria Belgiovine, 2007

7
Mario Caddeo costruisce l'immagine con dovizia di particolari, le sue tele sono sovrapposizioni di piani che raccontano situazioni slegate fra loro, ma solo apparentemente. L'oggetto, il monumento e l'uomo dialogano insieme, seppur in tempi diversi, l'artista riesce ad unire l'antico e il moderno in una chiave originale e fantastica. I volti sono raffigurati in chiave miniaturista medievale, un manierismo caratteriale nei tratti e nelle espressioni. Le architetture che affollano i suoi dipinti sono piani di ordini e stili diversi, somo l'unione di secoli passati e presenti. Mario Caddeo rende pittura un disegno, uno schizzo, un progetto, gioca e combina le due arti a suo piacimento, lasciandoci una pittura fatta da sproporzioni di segni infantili e di antica tecnica pittorica, proprio come un maestro.
Marianna Costantini, 2008

8
Trovo le sue opere interessanti per la loro forza dirompente e capaci di rappresentare una realtà legata all’interiorità personale e spirituale dell’essere umano. Una realtà esistenziale e fantastica che si affida al lucido sogno della speranza verso una vita migliore, perché é fatta del piacere di una sospirosa incoscienza. Sotto la fitta trama del colore si leggono le forme. Un binomio, questa pittura di Mario Caddeo, che miscela l’astratto con il figurativo. Ne nasce un insieme di mistero e di malinconia che costringe l’osservatore ad inoltrarsi nella profondità dei cromatismi e nelle traiettorie del segno per comprendere più a fondo il messaggio artistico sulla caducità del tempo e inadeguatezza umana.
Giorgio Falossi, 2012

9
Mario Caddeo cerca di fondere assieme gli stilemi propri della Transavanguardia - che peraltro anticipa, essendo il suo movimento cosidetto "organicismo" databile al 1975, pertanto di quattro anni precedente - con l'espressionismo tedesco e - segnatamente, nella sua opera "Angoscia" - con l'"Urlo" di Munch. La scelta dell'artista però consiste nell'apporre a quella disperazione pittorica una ben peggiore istanza, di natura catastrofica, poichè burocratica, ovvero tutti quegli incartamenti, quelle scartoffie tipiche della nostra era. L'uomo istruito, educato e tecnologico ha perso i legami con la natura e annega nel caos della carta, dei fax, della corrispondenza. In un'era di assoluta solitudine, la comunicazione, gli scambi epistolari e i messaggi schizzano alle stelle, tutto viene scritto, inviato, condiviso, ma nessuno più urla, tranne le anime sensibili.
Achille Bonito Oliva e Daniele Radini Tedeschi, 2014

10
Dalla soggettività dell'artista si giunge a una composizione di espressività oggettiva e ogni momento visivo di questa raffigurazione arcana è un simbolo da decodificare, non solo da parte del critico ma anche dell'osservatore. La cromia è leggera ed essenziale, mentre la figurazione si pone al di fuori del tempo e della storia, ed è annuncio emblematico di un interrogativo esistenziale.
Paolo Levi, 2015

11
Una rappresentazione di forte impatto emotivo che si esplicita in un contesto quasi monocromatico e in un'immagine di pura essenzialità, ma non per questo meno incisiva..." (Stefania Bison, 2015); - "...Caddeo è un artista che si pone con autorevolezza fuori dalle tradizionali figurazioni, per approdare a una rappresentatività contemporanea, attenta ma originale, un segno riconoscibile prima ancora che descrittivo. Accosta elementi figurativamente distinguibili a un gusto fantasioso della composizione, non scevro però della valutazione degli effetti estetici, tendendo a disporsi lungo le coordinate del figurativo moderno.
Sandro Serradifalco, 2015

12
L'uso del colore e del disegno sconfinano,in alcuni casi, nella direzione di un vero e proprio sperimentalismo pittorico e implica la riconoscibilità del tratto distintivo del Maestro, di un approfondimento più soggettivo ed emozionale che realistico, che tuttavia non rinuncia al rigore dell'impaginato, alla razionalità progettuale e al risultato finale.
Salvatore Russo, 2015

13
Non si può pensare a Mario Caddeo come ad un pittore espressionista, giacchè il suo "organicismo",che approda in ultima analisi al "neosintetismo", si caratterizza da tempo nella creazione di quadri-oggetto, ossia opere in cui tela, telaio, cornice, sagomatura e parete espositiva costituiscono un tutto unitario, senza riserva di soluzione, in sintonia e simbiosi con l'intorno. Forte esplosione di luminosità, nelle sue opere, che ingloba il tutto ma che inserisce anche figure ed elementi naturali stilizzati, che trovano la loro genesi in una densità materica scavata e consolidata dalla mano esperta dell'artista. E' il grande sole che muove questo universo illuminandolo sino ad accecarlo di luci, calore, suoni, riverberi che nascono dall'interno e traboccano riversandosi in ogni spazio, travolgendo le linee e creando ampi spazi per una costruzione di sfolgoranti campiture che indicano qualcosa in continuo movimento e in continua mutazione. Il colore rigido e lucido è distribuito in campo unico sì da dare forma ad un grido, ad uno slamcio dell'uomo verso il cielo bruciato dal sole in un vaneggiamento di ricerca di eternità in un surreale abbraccio con le fiamme. Così Mario Caddeo si pone come costruttore di una pittura che unisce le varie formule in un'unica esposizione di condizione intellettuale.
Giorgio Falossi, 2015
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